Green Supply Chain Management e Carbonfoot Print di prodotto: perchè non trascurarli
L'ultimo rapporto dell'IPCC -Intergovernmental Panel on Climate Change - ha lanciato un appello: è ora di rendicontare e ridurre le emissioni della catena di fornitura.
Ora più che mai, le aziende sanno di doversi assumere la responsabilità del loro impatto indiretto sul cambiamento climatico. E con l'aumento delle normative e delle richieste degli stakeholder, i rischi commerciali delle catene di fornitura ad alta intensità di carbonio sono destinati ad aumentare.
Nel momento in cui la sostenibilità orienta in modo significativo le scelte d’acquisto, per le aziende diventa essenziale cambiare prospettiva, smettere di ragionare a compartimenti stagni, misurando esclusivamente il proprio impatto sull’ambiente, per abbracciare una visione estesa all’operato di ogni, singolo, “anello” della Supply Chain. Una prospettiva allargata, questa, che si traduce nel miglior coordinamento tra i diversi attori della filiera, dai produttori fino al consumatore finale. Si parla, a questo proposito, di Green Supply Chain Management, un nuovo paradigma che mira a massimizzare la produttività lavorando sulla pianificazione puntuale e la sincronizzazione dei flussi lungo tutte le fasi di trasporto, stoccaggio e logistica.
Cos’è la Green Supply Chain?
Con il termine Green Supply Chain ci si riferisce a un approccio gestionale che mira a minimizzare l’impatto ambientale di un servizio o prodotto lungo il suo intero ciclo di vita o LifeCycle, intervenendo sia sui processi interni di un’azienda, sia sulle dinamiche che si creano con gli attori che partecipano nella filiera.
Il concetto di Green Supply Chain (GSC) si basa sull'integrazione dei concetti di Supply Chain e Green Management, con un unico obiettivo: ridurre l'impatto ambientale di prodotti o servizi lungo l'intero ciclo di vita. La GSC implica un approccio gestionale che coinvolge non solo l'impresa stessa, ma anche tutti gli attori della catena di approvvigionamento.
L'obiettivo principale della GSC è minimizzare gli impatti ambientali derivanti dalle attività di produzione, trasporto, stoccaggio e distribuzione di beni e servizi. Ciò implica l’adozione di strategie e pratiche sostenibili lungo l'intera catena, dalla selezione dei fornitori all'eliminazione o riciclo dei prodotti a fine vita.
La GSC considera l'accumulo di impatti ambientali lungo le relazioni tra fornitori e clienti. Questi impatti possono essere rappresentati da emissioni di gas serra, consumo di risorse naturali e produzione di rifiuti. Ad esempio, la GSC promuove l'adozione di processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico, l'ottimizzazione dei trasporti per ridurre le emissioni di CO2 e l'adozione di materiali riciclabili o biodegradabili.
Inoltre, la GSC tiene conto anche delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei dipendenti lungo la catena di approvvigionamento, compreso il monitoraggio delle condizioni di lavoro presso i fornitori e l'adozione di politiche e pratiche che promuovano il benessere dei lavoratori.
L'ottimizzazione della GSC può portare a diversi vantaggi per le imprese, tra cui la riduzione dei costi attraverso l'efficienza energetica e la riduzione degli sprechi, miglioramenti nella qualità dei prodotti e dei servizi, nonché una maggiore trasparenza e reputazione aziendale. Un approccio sostenibile alla supply chain, inoltre, può essere un fattore differenziante per le imprese, permettendo loro di rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori e dei mercati.
La Green Supply Chain quindi rappresenta un'evoluzione dell'approccio gestionale delle imprese, che pone l'accento sulla sostenibilità ambientale lungo l'intera catena di approvvigionamento. L'integrazione di pratiche sostenibili può portare a benefici economici, ambientali e sociali, consentendo alle imprese di essere competitive nel contesto attuale.
Carbonfoot print di prodotto: a cosa serve e perché è importante?
La Carbon Footprint di prodotto è uno strumento che permette di quantificare le emissioni dei gas ad effetto serra - greenhouse gasses o GHG - generate durante l’intero ciclo di vita di un prodotto o di un servizio. Lo studio degli impatti ambientali lungo il ciclo vita viene denominato life cycle assessment LCA. I risultati della Carbon Footprint sono espressi in CO 2 equivalente (CO 2 eq), un indicatore ambientale che esprime e racchiude tutte le emissioni di gas ad effetto serra generate nel ciclo di vita del prodotto/servizio. I gas serra esaminati includono:
- anidride carbonica (CO 2)
- metano (CH 4)
- protossido d’azoto (N 2 O),
- esafluoruro di zolfo (SF 6)
- idrofluorocarburi
- perfluorocarburi
La Carbon Footprint consente di:
- misurare l’impatto che il prodotto o il servizio o l’organizzazione stessa ha sul clima, con l’identificazione dei principali processi che contribuiscono all’impatto
- costituire un utile strumento di monitoraggio dei propri impatti nel tempo se aggiornata periodicamente, anche a seguito di eventuali interventi di efficientamento
- rispondere alle richieste di Clienti che vogliono a loro volta impegnarsi a ridurre le emissioni di gas serra lungo tutta la catena di fornitura, selezionando fornitori di prodotti o di servizi in funzione della loro impronta climatica
- posizionarsi strategicamente nel mercato rafforzando la propria reputazione in materia ambientale e preparandosi a eventuali politiche di tassazione ambientale a carico dei gas ad effetto serra
Ridurre la Carbon footprint, ovvero le emissioni di CO2 ma più in generale l’impronta ecologica delle proprie attività, è diventato un imperativo per le aziende che vogliono rimanere competitive. In un contesto come quello che stiamo vivendo, con i costi di produzione, distribuzione ed energetici in forte aumento, il Green Supply Chain Management offre le potenzialità per ridurre progressivamente sprechi e inefficienze, andando incontro anche alle nuove aspettative dei clienti, sempre più attenti all’impatto dei propri modelli di consumo.
Noi di Plannet insieme a Studio Fieschi, realtà consulenziale con sede a Torino e a Venezia attiva da 18 anni in Italia e all’estero nel settore della sostenibilità, offriamo esperienza a imprese e istituzioni che vogliono introdurre il valore della sostenibilità nelle proprie attività e nei prodotti o servizi che realizzano.

