Fumigatura dei pallet in legno
Introduzione
Il mondo della logistica e dei trasporti prevede, in tutte le fasi della supply chain, che la merce sia gestita in modo coordinato e preciso. Il carico opportunamente imballato con procedimenti automatizzati deve viaggiare il tempo strettamente necessario e arrivare a destinazione senza subire modifiche. Lo stesso vale durante le fasi di distribuzione dove, a partire dallo stoccaggio nei magazzini, deve essere mantenuto lo stesso livello di qualità che aveva appena uscito dalla produzione. Non ha senso parlare di hub interconnessi, robotica e barcode se poi la merce rischia di subire processi che ne deteriorano, anche in modo subdolo e difficilmente individuabile, il livello di qualità, mettendo così in cattiva luce i trasportatori che rischiano di accollarsi problemi di non facile soluzione.
Di fronte all'esigenza di movimentare merci su differenti mezzi di trasporto, ognuno con tempi e caratteristiche differenti, e soprattutto di coprire tragitti internazionali spesso con origine da paesi dove le regole igieniche hanno carenze anche evidenti, si pone la necessità di creare norme sovranazionali che abbiano la funzione di circoscrivere problematiche di impatto generale. Gli organismi di diritto internazionale che affrontano da un punto di vista giurisdizionale il problema sono la FAO e per l'Europa la Comunità Europea.
Il pallet in legno: da strumento logistico ad alta versatilità a veicolo di contaminanti naturali
Un tipico esempio di problematica relativa alla movimentazione merci internazionale è l'utilizzo di determinati materiali capaci di diventare veicolo per i contaminanti naturali durante il loro tragitto. Un classico caso è l'uso del legno con cui sono fatti i pallets, necessari per movimentare la catasta merci imballata. I pallets, detti anche pedane o bancali, sono strutture rigide sopraelevate che consentono l'accatastamento della merce permettendone il sollevamento e lo spostamento con attrezzature meccaniche.
L'utilizzo dei pallets in legno ha origine nei primi decenni del ventesimo secolo negli Stati Uniti dove l'industria si rese conto che stoccare la merce su pedane sopraelevate ne facilitava lo spostamento e ne permetteva un isolamento dal suolo, preservandole in caso di umidità ed infiltrazioni d'acqua. Ad oggi il pallet è un elemento fondamentale non solo nella logistica ma anche nella catena produttiva dove, tramite la pallettizzazione automatizzata, si arriva ad avere il carico merce direttamente pronto per essere movimentato. Per questo motivo, possiamo definire il pallet come la cerniera tra la fase di produzione e la fase di smistamento. Sebbene esistano pallets di materiali particolari come plastica o metallo, la stragrande maggioranza rimane essere in legno. Se i punti di forza di tale materiale sono l'elasticità e la capacità di sopportare carichi notevoli, rimane aperto un importante problema di tipo igienico sanitario. Il legno, a causa della sua porosità e della sua capacità di assorbire e trattenere acqua, diventa un veicolo per contaminanti naturali quali parassiti, funghi e muffe.
Il quadro normativo internazionale sul trattamento fitosanitario del pallet in legno
Gli organismi di legislazione sovranazionale, con lo scopo di tutelare la salute dei cittadini e limitare la contaminazione degli ecosistemi, si sono mossi a partire dagli anni 2000 nel determinare convenzioni internazionali, standard di procedure e disegni di legge. Va evidenziato che il diffondersi di parassiti, come ad esempio il nematode del pino e il cerambicide asiatico, in zone dove prima non esistevano, può comportare gravi squilibri sia per l'ambiente naturale che per l'agricultura, da qui si comprende l'esigenza strategica di queste norme di diritto internazionale. Un primo esempio di normativa è la Convenzione Internazionale per la Protezione dei Vegetali (IPPC), trattato multilaterale sotto supervisione della FAO volto a coordinare ed armonizzare le normative nazionali in materia di contaminazioni naturali dovute al movimento merci. Il suo protocollo di applicazione è il cosiddetto International Standards for Phytosanitary Measures n. 15 (ISPM 15) a cui aderiscono più di 130 paesi.
La fumigazione come trattamento contro i contaminanti naturali
Lo standard ISPM 15, recepito in Europa con la direttiva CE 2000/29, prevede che i pallets in legno siano sottoposti a processi fitosanitari necessari a contenere la diffusione di contaminanti, individuando nella fumigazione chimica o termica un valido strumento.
La fumigazione è un processo obbligatorio al quale il legno deve essere sottoposto per evitare contaminazioni dirette e/o indirette.
Le principali modalità contemplate per effettuare la fumigazione sono tre: chimica, termica e essiccante. La fumigazione chimica prevede il trattamento tramite irrorazione di vapori al bromuro di metile o bromometano, un potente agente fitosanitario. I principali problemi di tale trattamento risiedono nell'elevata tossicità per l'uomo e nel grande impatto ambientale di questa molecola capace di degradare facilmente la molecola di ozono atmosferico al pari dei clorofluorocarburi (CFC). Per questi motivi è stato bandito come sostanza da fumigazione dal Protocollo di Montreal. Sebbene negli Stati Uniti sia ancora previsto un suo uso in limitate applicazioni in deroga al Protocollo, dal 2010 ne è tassativamente vietato l'uso nella Comunità Europea. La fumigazione termica invece prevede l'inserimento dei pallets in forni allo scopo di far raggiungere al cuore del legno la temperatura di 56 °C per almeno mezz'ora. Tale trattamento, non sempre di grande efficacia per via del basso tempo di esposizione, non permette al legno di rilasciare completamente la sua umidità fisiologica. Per rendere il pallet più inattaccabile, è possibile ricorrere all'esiccazione che prevede lo stazionamento in forno ad alta temperatura per un tempo non inferiore ai tre giorni, per ottenere un livello di umidità interna al pallet inferiore al 20%. Altri trattamenti prevedono l'impregnamento delle fibre del legno con materiali chimici o il trattamento in vapore o acqua calda.
Infine si evidenzia che per i pallet in truciolato o laminati fissati a colla, non è previsto il trattamento fitosanitario poiché i materiali collanti uniti alla pressione e al calore necessari a compattare la struttura, sono sufficienti ad impedire lo svilupparsi di muffe e funghi e non sono appetibili da parte dei parassiti.

