Intralogistica sostenibile: quando i pallet in plastica Craemer fanno la differenza
Chi negli ultimi anni ha comprato una cucina nuova sa bene che le decisioni da prendere non sono poche: colori, materiali, frontali e maniglie possono essere combinati in modi pressoché infiniti per soddisfare ogni cliente, esigenza di spazio e portafoglio (o quasi). Una tale flessibilità e varietà non sarebbero possibili senza alle spalle una soluzione logistica adeguata.
La logistica moderna non solo richiede una gestione snella ed efficiente. Anche i supporti di carico possono diventare un fattore di successo, purché siano durevoli e sostenibili. Lo sa bene un produttore di cucine situato nella regione tedesca del Nordreno-Vestfalia, che già nel 1996 ha scelto i pallet in plastica della gamma Craemer, dopo averli ampiamente testati e confrontati con i bancali in legno e plastica di diversi produttori. Ce lo racconta il direttore dell’ufficio tecnico dell’azienda, secondo il quale la scelta di acquisto presa all’epoca allora fu dettata dalla volontà “di pensare e agire nel lungo termine”.
Prima di passare al pallet in plastica, l’azienda lavorava con bancali in legno, alcuni dei quali, per effetto dei carichi elevati cui erano sottoposti ogni giorno, non duravano più di sei mesi. Moltiplicando il tutto per 17.000, il volume di bancali gestiti ogni anno, diviene evidente quanto fosse urgente una svolta sul piano sia economico che ecologico. “L’introduzione di un pallet in plastica longevo e non deformabile ci ha permesso di automatizzare e modernizzare i nostri processi intralogistici, lasciandoci alle spalle le criticità del pallet in legno”. E di aggiungere altre scaffalature portapallet, grazie alla possibilità di immettere facilmente nuovi pallet nel ciclo. Anche per i dipendenti la situazione è cambiata notevolmente: il pallet in plastica Craemer, molto più facile da movimentare, è garanzia di un processo sicuro e meno passibile a errore.
Pallet in plastica Craemer: e anche la movimentazione diventa più facile
La scelta si è rivelata quella giusta anche dal punto di vista della sostenibilità: Craemer offre la possibilità di riconsegnare il materiale, il quale viene triturato e successivamente impiegato nella produzione dei nuovi pallet in materiale riciclato, come ad esempio il D1 ECO. Per questa restituzione il cliente riceve un compenso economico e il produttore può recuperare la materia prima.
Un approccio “circolare”, basato sul risparmio delle risorse, che si è rivelato determinante per la decisione: “Criteri come il peso, la non deformabilità, il carico di incendio e la protezione dei lavoratori hanno giocato un ruolo importante nella nostra scelta. Craemer li ha soddisfatti pienamente, dimostrando di essere un’azienda sostenibile, capace di guardare al futuro e di agire di conseguenza. E quindi di rispondere alle nostre esigenze, allora come oggi”, prosegue il direttore dell’ufficio tecnico.
I pallet operativi nella rete intralogistica del produttore di cucine in questione non hanno vita facile: ogni giorno passano da diverse postazioni e vengono sottoposti a carichi elevati. Ciò nonostante, negli ultimi 18 anni solo 1500 dei circa 17.000 pallet in circolo sono stati riconsegnati a Craemer. Un dato che parla chiaro e fornisce un importante argomento a favore del pallet in plastica. “Ogni giorno produciamo circa 350 cucine, i nostri pallet in plastica non si fermano mai. Un tasso di perdita così basso su un periodo così lungo è per noi sinonimo di affidabilità”.

